Quartiere Harar
Luigi Figini, Gino Pollini, Gio Ponti, Piero Bottoni
Via Harar, Milano, MI, Italia, 1950-1955

Il quartiere Harar, commissionato da INA-Casa, è stato realizzato tra il 1950 e il 1955 in prossimità dello stadio San Siro a Milano. È delimitato da via Harar, via Novara e via San Giusto.
A questo progetto hanno contribuito diversi architetti, tra cui Giò Ponti, Luigi Figini, Gino Pollini e Piero Bottoni.
Il quartiere prevede 942 alloggi per 5.500 abitanti ed è articolato secondo due tipologie edilizie: dodici “insulae” e nove “grattacieli orizzontali”, caratterizzate da una forma geometrica rettangolare, con piccole variazioni dimensionali. Le prime sono case unifamiliari, questi ultimi sono edifici in linea diversi per numero di piani e taglio degli alloggi e fanno da contorno ad uno spazio centrale destinato ad ospitare negozi e servizi pubblici. La viabilità, organizzata da una serie di percorsi pedonali che attraversano le aree verdi, consente di raggiungere i grattacieli che evidenziano il fulcro del quartiere, attorno al quale sono organizzati i lotti su cui si dispongono le insulae, delimitate da giardini privati. Le due tipologie edilizie sono connotate da una notevole differenza legata al loro stile architettonico: mentre gli edifici in linea riprendono uno stile razionalista, le case unifamiliari fanno riferimento ad un’edilizia rurale. L’obiettivo dei progettisti era quello di rappresentare l’evoluzione della campagna verso l’ambiente urbano.
Le insulae presentano una notevole varietà per quanto riguarda gli aspetti formali: tra le più interessanti ci sono quelle realizzate da Luigi Figini e Gino Pollini, collocate all’estremità sud e ovest del quartiere. Alcune sono strutturate attorno ad un’ ampia zona giorno a doppia altezza che si conclude con un tetto a falda unica inclinata. Una scala interna collocata nella zona giorno consente di accedere alla zona notte. Altre si sviluppano su un unico piano, al quale si accede mediante una loggia che conduce alla zona giorno, composta da soggiorno e cucina, mentre attraverso un corridoio si accede alla zona notte, che prevede quattro camere da letto con bagno. La particolarità di queste abitazioni è dovuta alla differenza di altezze tra le varie zone della casa, che generano uno sdoppiamento del tetto a falda. Le insulae della prima tipologia sono affiancate tra loro e generano un disegno sfalsato, mentre le insulae della seconda tipologia sono indipendenti.
Uno dei grattacieli analizzati, realizzato da Figini e Pollini, è costituito da tre serie di alloggi in duplex sovrapposti e un piano terreno porticato. Il prospetto nord è articolato secondo una distribuzione a fasce orizzontali nel quale domina l’elemento del ballatoio. Nel prospetto sud viene messo in evidenza il telaio strutturale, realizzato in calcestruzzo a vista, mentre l’involucro esterno crea una sottrazione di volume tra il telaio e l’edificio, che restituisce la misura della doppia altezza del soggiorno.
I diversi architetti che si sono susseguiti nella realizzazione degli edifici del quartiere hanno studiato uno spazio che suggerisce un’idea di dinamicità, dovuto dalla presenza di edifici in linea disposti in modo parallelo e ortogonale alla stessa via Harar utilizzata come maglia progettuale di riferimento.


IMMAGINI

DISEGNI / ELABORATI

Giulia Micaloni | Fonte: Storia dell’architettura contemporanea
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MODELLI CAD
Quartiere Harar, Milano
Giuliamica

BIBLIOGRAFIA

AA.VV.. Domus. In: Domus 270. 1952, n. 270, maggio 1952 p. 9,10.

. Casabella. In: Casabella continuità. 1961, n. 253, luglio 1961 p. 46,47.

. Casabella. In: Casabella. 1979, n. 451-452, ottobre-novembre 1979 p. 42-43.