Quartiere Laurentino
Pietro Barucci
Via Francesco Lanza, 18, 00143 Roma, Italia, 1976-1984

Situato all’interno del Grande Raccordo Anulare, tra via Cristoforo Colombo a ovest e via Laurentina a est, il Laurentino 38 prende il nome dal Piano di Zona n. 38 del Piano Attuativo della legge n.167, entrata in vigore nell’aprile del 1962, finalizzata all’acquisizione da parte dei Comuni di aree destinate all’edilizia economica e popolare.

Per far fronte all’esigenza, manifestatasi negli anni ’60 e ’70, di nuove residenze, vennero progettati numerosi quartieri, come quelli realizzati dall’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), di cui Corviale, Vigne Nuove e Laurentino 38 sono i più rappresentativi: simboli di un’ architettura e di una progettazione a grande scala che non sempre si sono sapute rapportare all’effettiva dimensione umana, ai bisogni e alle abitudini degli abitanti, fallendo sia nel tentativo di superare l’ostacolo di “quartiere dormitorio” sia in quello di innalzare la qualità della vita negli alloggi e negli spazi pubblici.

Il Laurentino 38 fu costruito tra il 1976 ed il 1984 e nacque dall’interazione dell’ Amministrazione Comunale con l’edilizia cooperativa convenzionata e IACP. Progettato dall’architetto Pietro Barucci, si ispira alle grandi sperimentazioni architettoniche europee del secondo dopoguerra, dalle New Towns inglesi, all’ urbanistica tridimensionale di Le Corbusier, fino al piano Pampus per Amsterdam di Bakema e van den Broek. L’idea era quella di creare ai margini della metropoli un esempio, come quello europeo, di –socialismo reale- che accogliesse una pluralità sociale e che si concretizzasse in una vera e propria città satellite, autonoma e autosufficiente.

Il quartiere è noto anche come “I Ponti” dall’evidente segno architettonico che lo contraddistingue: 11 connettori polifunzionali sopraelevati che integrassero alle abitazioni servizi e settori commerciali e che facessero percepire l’intervento come un quartiere a “due strati”.

In questo caso, più che il fallimento dell’idea progettuale, vi è stato quello della sua gestione e realizzazione in quanto mai nessun servizio è stato istallato, mai un’attività è stata avviata e i ponti, dall’essere polarità magnetiche sono stati lasciati vuoti, determinando di fatto l’assetto di un quartiere dormitorio.

Così, in breve tempo, questi volumi aerei abbandonati e ormai degradati sono stati occupati abusivamente da clochards e l’intero quartiere è stato popolato in maniera coatta dalla delinquenza e dalla criminalità più o meno organizzata.

Il Laurentino 38 comprende un’area di 164,5 ettari, pensata in origine per accogliere circa 32.000 persone, dove un unico anello viario – via I.Silone e via Marinetti – costeggia 11 isole abitative connesse tra loro da 11 ponti.

L’impianto del quartiere, infatti, è basato sul modulo base dell’insula, unità residenziale mista contenente uffici e servizi collettivi organizzata in modo da formare 6 settori funzionali differenti.

L’insula si compone di 7 edifici: 5 edifici in linea di otto piani con profondità costante, una torre di quattordici piani e un edificio-ponte con pianta a “L” che, attraversando l’asse stradale, si sviluppa su due livelli con negozi e magazzini al piano terra ed uffici pubblici e privati al piano superiore.

Gli edifici, a seconda delle diverse tipologie edilizie, contengono appartamenti dai 4 ai 7 vani così come previsto dal Piano Regolatore.

La caratteristica generale dell’insediamento è la separazione del traffico carrabile, a livello del suolo, da quello pedonale, sopraelevato. L’accesso agli edifici, collocato a circa 4 metri al di sopra dell’asse stradale, è raggiungibile con rampe pedonali ed è qui che, tra porticati coperti, ballatoi pedonali, pilotis ed aree verdi, avrebbero dovuto svolgersi le attività ricreative degli abitanti, in quegli stessi luoghi che oggi troviamo in totale degrado, con occupazioni abusive e lontani da ogni ideale di sicurezza.

Le insulae, collegate tra loro, connettono più funzioni all’interno di ogni settore, mentre al di sotto degli edifici, a livello stradale, sono presenti locali tecnici, magazzini e numerosi parcheggi, che servono le abitazioni. Ogni insula affaccia su una vasta area verde centrale che, secondo il progetto, sarebbe dovuta rimanere libera, come un central-park, sicuramente diversa da come oggi appare.

Tutti i settori sono pressoché simili, l’unica variante è rappresentata dal centro del quartiere che prevedeva una grande piazza a copertura dei parcheggi interrati, un cinema, un teatro ed altri servizi pubblici.

Negli ultimi anni numerose sono state le proposte di riqualificazione urbana e sociale dell’area; infatti nel 2006 sono stati abbattuti il IX, X e XI ponte e nel 2010 è stata deliberata la distruzione del V e del VI. Infine, la creazione di un sottopassaggio verso Via Carlo Levi e una nuova viabilità, stanno conferendo al quartiere Laurentino 38 un’ inedita permeabilità e una più efficace integrazione con il resto della città.


DISEGNI / ELABORATI

MODELLI CAD
laur 38
stefania marino

BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012.

LENCI, Ruggero. Mutazioni Laurentino 38. Ontogenesi e filogenesi di un quartiere romano. Roma: Prospettive, 2011, ISBN 978-88-89400-69-2.

LENCI, Ruggero. Pietro Barucci architetto. Milano: Electa, 2009, ISBN 978-88-370-6749-6.