Quartiere Ponte Mammolo INA Casa
Luigi Vagnetti, Giuseppe Vaccaro
Via Ripa Teatina, Roma, RM, Italia, 1959-1962

Il quartiere INA-Casa di Ponte Mammolo è stato progettato per accogliere circa 3000 abitanti all’interno di circa 425 alloggi. Durante la fase di progettazione sono stati determinanti i fattori paesaggistici, ambientali e morfologici del luogo. Il complesso è diviso in due nuclei che presentano caratteristiche tipologiche e architettoniche differenti: quello Nord, vicino alla via Tiburtina e il cui progetto fu coordinato da Luigi Vagnetti, presenta un carattere più urbano rispetto al nucleo Sud, coordinato da Giuseppe Vaccaro.Il primo ospita una doppia fila di case sfalsate a due piani con giardino disposte simmetricamente rispetto a Via Ripa Teatina, lungo la quale si concentrano i principali servizi: negozi, centro sociale, mercato e asilo nido.Il nucleo sud, compreso tra via Rivisondoli e via Campotosto,  è la parte più innovativa del complesso perché si sviluppa sul tema della “unità di buon vicinato”, basata sull’idea di raccogliere attorno ad un’area pedonale comune variamente attrezzata un ristretto numero di famiglie. L’area del progetto è costituita da terreno digradante verso l’ansa del dell’Aniene, all’interno del quale a partire da un’unità semplice e ripetuta secondo poche regole di aggregazione, viene realizzata una sorprendente varietà d’insieme. L’unità è formata a partire da un modulo di due appartamenti aggregati attraverso la scala ad un simile modulo sfalsato in altezza di mezzo piano. L’unità, composta da otto appartamenti si collega ad altri simili su tutte e due i lati. In maniera alternata i moduli sono sollevati su pilotis e lo spazio sottostante è riservato a parcheggio coperto, mentre l’altro presenta un giardino al pianoterra (D. Scott Brown, 1996).  Le coperture a falde, poste con andamento alternato, generano prospetti diversi tra loro creando particolari effetti visivi. Le case dell’unità di buon vicinato sono attrezzate con servizi comuni: 12 stenditoi chiusi, 6 lavatoi e ampi giardini-orti privati cui si accede direttamente dagli alloggi del piano terreno. Lungo il fiume Aniene, è presente ad est una scuola elementare progettata da Francesco Palpacelli e ad ovest un edificio in linea a quattro piani. Denise Scott Brown, che lavorò per un breve periodo nello studio di Vaccaro durante la progettazione del quartiere, scriverà tempo dopo che il compito che l’architetto si era prefisso durante il lavoro su Ponte Mammolo  “ …era dapprima quello di sviluppare una serie di componenti – piccoli, ripetuti elementi residenziali, derivati dal programma funzionale – poi di collegarli assieme per produrre qualcosa che fosse più di una somma di parti. Associando i componenti in vario modo, Vaccaro formava diversi ordini, diverse gerarchie architettoniche e di spazio aperto. Egli stabilì relazioni su scala complessa, definì spazi esterni funzionalmente differenziati e produsse organicità laddove i diversi sistemi si incontravano. Ancora, egli riusciva a restituire un senso e un’immagine coerente dell’insieme.”


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ALTRE INFORMAZIONI

Strumento urbanistico: PEEP

Stazione appaltante: Istituto Nazionale Case per gli Impiegati dello Stato (INCIS)

Popolazione insediata: 3000 abitanti

Superficie territoriale: 125000 mq

Superficie o volume utile edificati: 62000 mq

Numero alloggi previsti: 433

Numero alloggi realizzati: 425

Numero di vani previsti: 2272

Numero di vani realizzati: 2224

Le foto sono state fornite dall'Archivio Amaturo, dall'Archivio Palpacelli e dall'Archivio Vaccaro.


BIBLIOGRAFIA

Mulazzani, Marco (a cura di). Giuseppe Vaccaro. Mondadori Electa, 2002.

GUCCIONE, Margherita, Maria Margherita SEGARRA LAGUNES, Rosalia VITTORINI (a cura di). Guida ai quartieri romani INA Casa. Gangemi Editore, 2002, ISBN ISBN 978-88-492-0239-7.

REMIDDI, Gaia, Antonella GRECO, Antonella BONAVITA, et al.. Il moderno attraverso Roma: guida a 200 architetture e alle loro opere d’arte. Palombi Editore, 2000.