Quartiere residenziale INA-Olivetti
LUIGI COSENZA
VIA TERRACCIANO 19 POZZUOLI, 1952-1963

Nei pressi della fabbrica Olivetti di Pozzuoli e delle rovine dell’anfiteatro romano, in quella che a suo tempo era la periferia della città, vennero realizzate le case per gli operai della vicina fabbrica. Il quartiere, affidato da Adriano Olivetti a Luigi Cosenza (con gestione diretta da INA-Casa) venne costruito in tempi diversi e diviso in tre lotti: il primo lotto realizzato tra 1952 e il 1955, il secondo lotto 1957/1959 e il terzo lotto 1961/1963.

L’impianto del quartiere prende in riferimento l’edilizia rurale locale: lo schema della corte campana intesa come centro di vita collettiva delimitato da case. Si tratta di una serie di edifici raggruppati in più blocchi di abitazioni continue, incernierati l’uno all’altro per mezzo di scale esterne coperte, che diventano il naturale prolungamento di strade, corti, zone libere e atri. I blocchi di due o tre piani sono disposti in schiere continue, ma non rettilinee, formando piazzole e cortili verdi di dimensioni contenuta, posti su un terreno in dislivello che guarda il golfo di Pozzuoli. Completata la costruzione del primo lotto, il lotto progettato nel 1957 (di 28 alloggi con 250 vani) venne terminato nel 1959 variando la disposizione a corpi paralleli previsti nella primitiva planimetria in un ulteriore andamento a corte. In questa seconda fase si trova una novità nella conformazione delle abitazioni, pur lasciando immutata la distribuzione: l’esigenza di catturare la luce attraverso la rotazione delle pareti esterne. Convogliando gran parte delle aperture della zona centrale degli alloggi sul terrazzino, il progetto ottiene una straordinaria espressione architettonica con la scansione di fasce di parete piene alternate a verticali bucature organizzate dalla successione dei terrazzini.

Gli edifici del primo lotto sono strutturati con muratura di tufo e solai in cemento armato e laterizi per poi, nel secondo lotto, abbandonare gli schemi tradizionali passando alla struttura a scheletro in cemento armato svincolandosi dagli elementi di tamponatura e potendo così lavorare in un maggior rapporto tra ambienti chiusi e ambienti aperti della casa. Il balcone, da elemento esterno nel primo lotto, diventa parte integrante del corpo architettonico (quasi una loggia) attraverso la rotazione degli ambienti interni rispetto all’asse longitudinale degli edifici, divenendo così un filtro di relazione tra interno ed esterno. Gli appartamenti, che variano dai 95 ai 125 mq, trovano una flessibilità interna che si evidenzia maggiormente nel secondo lotto attraverso l’indipendenza degli ambienti accessibili da un disimpegno centrale con le camere da letto posizionate dalla parte opposta dell’ingresso.

La forma libera dell’ambiente del soggiorno comunica con gli altri ambienti attraverso pareti mobili. Terrazze, balconi, logge, sono il prolungamento dell’alloggio verso l’esterno aumentando sensibilmente le superfici dell’ambiente soggiorno. L’ultimo lotto, verso la scarpa della ferrovia, venne progettato tra il 1961 e 1963. In questa soluzione si trova uno sviluppo intorno ad una scala aperta di tre alloggi per piano secondo la tipologia a torre che consente di godere l’affaccio sui tre lati di ogni alloggio. Per le sistemazioni esterne e del verde Cosenza ha collaborato Pietro Porcinai, mentre nelle colorazioni è intervenuto M. Nizzoli, usando l’acceso cromatismo dell’architettura campana (rosso pompeiano, giallo caldo di Napoli, azzurro) per accentuare l’autonomia dei vari corpi di fabbrica. In altre zone dominano tinte più attenuate, grigio spento, rosa, che alla tradizione secolare delle case locali sono forse ancora meglio intonate.

La composizione volumetrica trasmette i criteri di una logica distribuzione interna dei locali e di una compostezza di modulazione calcolata e precisa. E’ presente una ricerca di un carattere plastico nell’opera grazie ad esempio alle pareti inflesse segnate dagli aggetti e dalle ombre dei balconi che sottolineano una ricerca di mobilità e varietà diversamente a quanto succede nel vario panorama delle case popolari realizzate in Italia.

Il quartiere rappresenta nell’esperienza di Cosenza la realizzazione più completa delle sue risposte ai temi fondamentali della residenza popolare; lavora sulla tipologia e sul metodo razionalista del montaggio: alloggio, edificio, quartiere ricercando l’intreccio con l’abitare storico campano, con la morfologia delle corti nei casali senza ricorrere ad un effetto nostalgico. In questo progetto Luigi Cosenza richiama i valori di vita comune attraverso una disposizione libera delle case che si riconoscono in una identità intrinseca nel paesaggio e nella dimensione del territorio di cui prende parte.


IMMAGINI

DISEGNI / ELABORATI

MODELLI CAD
PLANIMETRIA D'INSIEME, ALLOGGIO TIPOLOGIA 1/2/3, POSPETTI E SEZIONI TIPOLOGIA 2
claudio.cristadoro

BIBLIOGRAFIA

AA.VV.. Luigi Cosenza l'opera completa. Electa Napoli, 1987.

AA.VV.. Mediterranei traduzioni della modernità. Nuova serie di Architettura Franco Angeli, 2014.

Carughi, Ugo. Città Architettura Edilizia Pubblica, Napoli e il Piano INA-Casa. Clean Edizioni, 2006.

LABO', MARIO. Lo stabilimento e il quartiere Olivetti a Pozzuoli. In: CASABELLA. 1955, n. 206, .

RICCI, PAOLO. L'OPERA DI LUIGI COSENZA. In: L'ARCHITETTURA. 1969, n. 10, .

. Quartiere INA-Casa Olivetti a Pozzuoli. In: L'Architecture D'Aujourd'hui. 1956, n. 66, .