Quartiere Tiburtino
Mario Ridolfi, Ludovico Quaroni
Via dei Crispolti, Roma, 00159 RM, Italia, 1949-1954

Definito da Manfredo Tafuri, “Manifesto del neorealismo architettonico e insieme dell’ideologia dell’Ina-Casa primo settennio”, il quartiere venne costruito fra il 1949 e il 1954 da Quaroni e Ridolfi, a capo del gruppo costituito dagli architetti C. Aymonino, C. Chiarini, M. Fiorentino, F. Gorio, M. Lanza, S. Lenci, P. Lugli, C. Melograni, G. Menichetti e M. Valori. Il complesso è prevalentemente residenziale ed è realizzato sulla base di tre tipologie definite, ossia: le case a torre (7 piani con 3 o 4 alloggi per piano), le case a schiera (2 o 3 piani) le case in linea (prevalentemente di 4 piani). In aggiunta vi sono 4 edifici commerciali di Ridolfi. Nel progetto dell’impianto viene abbandonata ogni idea di ritmo planimetrico, la strada è la regola che unisce le geometrie irregolari degli edifici, per i quali è stato tenuto in massima considerazione l’orientamento N-S e E-O. L’elemento di base è l’alloggio aggregato in linea in cui alcune abitazioni sono raggiungibili da scale esterne al corpo di fabbrica o disposte lungo il ballatoio. L’andamento è definito da linee spezzate e articolato da slittamenti e rotazioni dei corpi di fabbrica di cui i volumi delle scale rappresentano i fulcri. Il sistema strutturale è costituito da una muratura continua che condiziona la distribuzione degli alloggi: si ottiene una sequenza di stanze chiuse con disimpegni di piccole dimensioni. Alcune abitazioni hanno soggiorno e cucina sullo stesso fronte mentre altre su fronti opposti. Variazioni della tipologia sono date dalla possibilità di avere finestre su tre lati grazie alle rotazioni dei corpi scala, oppure al cambiamento di spessore dei corpi di fabbrica. Lungo via Arbib si snoda una piazza progettata con l’intento di definire uno spazio pubblico centrale. Primo quartiere Ina-Casa romano esso “nasce dalla consapevolezza di un ruolo sociale dell’architettura; alla retorica, alle manie di grandezza, all’autoritarismo del regime fascista si contrappone una modestia artigiana. Il dato reale è tuttavia la necessità di contenere i costi: la dimensione “paese” offre la soluzione più economica” I. De Guttry, 2001.


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Quartiere Tiburtino
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

Popolazione insediata: 4000 abitanti
Superficie territoriale: 88000 mq
Superficie fondiaria: 6329 mq
Superficie coperta residenziale: 3122 mq
Numero alloggi: 771 (4006 vani)
Superficie delle attività commerciali: 175 mq

Strumento urbanistico: Piano edilizia economica popolare (PEEP)


BIBLIOGRAFIA

Rossi, Piero Ostilio. Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2011. 4 Roma: Editori Laterza, 2012, ISBN 978884209917.

Di Giorgio, Giorgio. L’alloggio ai tempi dell’edilizia sociale – dall’INA-CASA ai PEEP. Roma: Edilstampa, 2011, ISBN 9788878640726.

De Guttry, Irene. Guida di Roma moderna: architettura dal 1870 a oggi. Roma: De Luca, 2001, ISBN 8880164074.

Di Biagi, Paola. La grande ricostruzione. Il piano Ina-Casa e l'Italia degli anni '50. Roma: Donzelli Editore, 2001, ISBN 9788879896566.

Ciorra, Pippo. Ludovico Quaroni 1911-1987. Opere e progetti - Quartiere Ina-Casa sulla via Tiburtina. Milano: Edizioni Electa, 1989, ISBN 978884352906 .