Sala d’esposizione nel Giardino Romano dei Musei Capitolini
Carlo Aymonino
piazza del Campidoglio, Roma, RM, Italia, 1993-2005

La grande aula vetrata, nota come Esedra di Marco Aurelio, è stata ricavata nel Giardino Romano del Palazzo dei Conservatori all’interno dei Musei Capitolini. L’intervento nasce da diverse necessità: ampliare gli spazi espositivi del museo, accogliere in un ambiente più idoneo la statua equestre del Marco Aurelio dopo il restauro conclusosi nel 1990, valorizzare i resti del Tempio di Giove Capitolino emersi dagli scavi che hanno interessato le aree del Giardino Romano e del Giardino Caffarelli.

Il progetto di Carlo Aymonino ha permesso di realizzare un ampio spazio luminoso divenuto fulcro di tutto il percorso museale. A partire dal 1993 diverse soluzioni progettuali si sono succedute, evolvendosi mano a mano che le indagini archeologiche rivelavano nuovi resti e mutavano dunque le relazioni spaziali e le necessità funzionali dell’area. Il giardino è stato oggetto di trasformazione già nel 1876 quando, secondo il disegno di Virgilio Vespignani, vi fu edificato un padiglione ottagonale in materiale leggero (demolito nel 1902) destinato ad ospitare le nuove acquisizioni del museo. Aymonino, partendo da questa idea, progetta nel quadrato del vecchio cortile uno spazio di forma ellittica, che termina in corrispondenza del muro di fondazione del Tempio di Giove, posto ad una quota inferiore rispetto alla sala. Per dare rilievo ai resti archeologici l’asse principale dell’ellisse è orientato perpendicolarmente al basamento del tempio.

Due coperture, poste a quote differenti, marcano l’inserimento di una geometria ellittica nello spazio del giardino. La copertura a quota maggiore, sostenuta da sei pilastri in acciaio smaltato del diametro di 75 cm, è caratterizzata da una struttura lamellare in acciaio dello spessore di 2 cm, modulata su una griglia di m 1,94 x 1,94 , che ha la funzione di sorreggere i lastroni di forma quadrata che costituiscono la vetrata sovrastante. La copertura delle superfici di raccordo che si formano tra l’ellisse e gli edifici perimetrali, realizzata ad una quota inferiore, è costituita da una struttura in acciaio a lamelle, leggermente inclinata verso il perimetro esterno per garantire il deflusso delle acque.

La struttura della copertura poggia in parte sui grandi pilastri della volta ellittica e in parte su pilastrini in acciaio, realizzati lungo il perimetro degli edifici e nascosti in un’intercapedine che ospita gli impianti tecnologici della sala. Lo scarto che si viene a creare in altezza tra le due coperture è colmato da una vetrata che, favorendo una completa illuminazione naturale, allude alla precedente funzione di giardino consentendo inoltre la vista su Palazzo dei Conservatori e assicurando al gruppo equestre un livello di visibilità vicino a quello originario.

Alla sala si accede dalla galleria degli Horti Lamiani tramite tre portali ricavati nel muro di divisione tra i due ambienti. Il pavimento delle superfici di raccordo, adiacenti alla galleria, è rialzato di 90 cm rispetto alla sala ellittica e consente una veduta d’insieme degli spazi interni; il passaggio alla quota inferiore avviene tramite gradini che seguono il perimetro dell’ellisse, formando una cavea che funge da luogo di sosta per i visitatori.

Dalla sala dell’Esedra, attraverso una rampa, si arriva all’area del Tempio prospiciente il Giardino Caffarelli; una grande parete vetrata con struttura in acciaio permette una completa illuminazione del “Muro Romano” in blocchi di cappellaccio. Per liberare l’antico muro della sua funzione di sostegno della terrazza sovrastante, è stata prevista una struttura sostitutiva costituita da pilastri del diametro di 25 cm.

L’intervento termina nel Braccio Nuovo, uno spazio che si sviluppa perpendicolarmente al muro del tempio e che affaccia sul giardino Caffarelli, occupato da dispositivi multimediali e pannelli che illustrano le trasformazioni nel tempo del Colle Capitolino.


VIDEO

ALTRE INFORMAZIONI

PRECEDENTI SOLUZIONI PROGETTUALI

PRIMA IPOTESI
Inizialmente la nuova sala avrebbe dovuto ospitare le sculture del frontone del tempio di Apollo Sosiano, fino a quel momento occultati nei depositi del museo. La prima soluzione rispondeva a questa esigenza con una sala di forma circolare, accessibile dalla galleria degli Horti Lamiani, in cui al frontone del tempio sarebbero state accostate statue del medesimo periodo. Questa ipotesi fu abbandonata nel momento in cui si rese necessario valorizzare i resti del Tempio di Giove Capitolino.

SECONDA IPOTESI
Si decise di collocare nella sala la ricostruzione di una parte del Tempio di Apollo e di ricorrere ad una copertura unica che si abbassasse in corrispondenza dei resti del Tempio di Giove diventando parete verticale autoportante sul fronte del Giardino Caffarelli.

TERZA IPOTESI
Per rispondere alle mutate richieste della Soprintendenza Archeologica, si abbandonarono le soluzioni precedenti per riprendere l'idea della "Sala ottagona" di Vespignani e ipotizzare una copertura a quote diverse. La copertura principale posta a quota maggiore (+57.65 m) ricopriva la sala più grande di forma ellittica ospitante le tre sculture più importanti: il frontone del tempio di Apollo Sosiano, la statua dorata di Eracle giovanile e la statua dorata di Marco Aurelio. Le restanti parti della sala erano coperte da solai a quote variabili (mai superiori a 52,20m), leggermente inclinate verso l'interno senza però toccare le mura perimetrali del Palazzo dei Conservatori .

QUARTA IPOTESI
Viene conservata la grande sala ellittica, ma l'asse maggiore viene orientato ortogonalmente rispetto ai resti del basamento del Tempio di Giove. Si riduce il numero dei pilastri che sorreggono la copertura da venti a sei, così da consentire una migliore fruizione dello spazio e delle opere.


BIBLIOGRAFIA

Pitzalis, Efisio, Geneviève Hanssen (a cura di). Il Campidoglio di Carlo Aymonino : Roma, Accademia Nazionale di San Luca 9 novembre-7 dicembre 2000. Milano: F, Motta; Accademia Nazionale di San Luca, 2000.

Giustozzi, Nunzio (a cura di). Musei Capitolini - Guida. Prima edizione 2005 Milano: Mondadori Electa, 2005.

Cioffi, Gianluca. Carlo Aymonino. Kappa, 2008.

. Carlo Aymonino : Musei Capitolini in Campidoglio. Copertura del Giardino romano nel palazzo dei Conservatori.. In: Casabella: rivista internazionale di architettura e urbanistica. novembre 1998, n. 661, p. 48-58.