Sant’Angelo Luxury Resort
Stefano Tardito Architetto
Piazza San Pietro Caveoso, Matera, MT, Italia, 2010-2011

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza” (Primo Levi)

Con il passare degli anni la città continua a suscitare stupori e ad emergere per il suo paesaggio, a detta di tanti, incantato. Matera, dichiarata dal 1993 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è stata definita unica al mondo per la sua configurazione ed i suoi paesaggi così contrastanti fra loro. E’ la città delle Caverne, dei Villaggi Trincerati, delle Case contadine scavate nella roccia, delle Chiese Rupestri affrescate, delle grandi Chiese Romanico – Pugliesi e Barocche e degli importanti Palazzotti nobiliari. E’ la città che ricorda geologicamente l’antica Gerusalemme e la Cappadocia.

S. Angelo Luxury Resort rappresenta sin dal nome (prima era Hotel S. Angelo) l’inizio di una nuova vita per una struttura turistica – unica nel suo genere – ubicata nel cuore dello storico quartiere Sassi di Matera (già decretato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO) e completamente ricavata in spazi scavanti nella roccia calcarea. La struttura si snoda intorno ad un corpo centrale di palazzo che si inerpica sullo sperone di roccia tufacea che conduce verso la Civita e trova conclusione nelle due grandi arcate di fronte alla terrazza del ristorante, da cui si gode l’emozionante veduta su piazza S. Pietro in Caveoso. L’albergo, nelle sue consistenze attuali, nasce dal recupero conservativo di una serie di case-grotte, palazzi, scale, vicoli e cortili, secondo la tipologia non comune definita “albergo diffuso”, per una superficie totale di circa 1000 metri quadrati. Le camere – 19 attualmente – sono servite, oltre che dal ristorante, dalla reception e da una piccola sala meeting. La famiglia Ruscigno (proprietaria e conduttrice della struttura) illuminata dall’intenzione di rinnovare il complesso ha intrapreso quindi un ambizioso intervento di riqualificazione globale che terminerà con l’integrazione di nuove camere, di un centro benessere e di spazi commerciali, teso a trasformare la struttura in un “buen retiro” di alto livello.

L’Arch. Stefano Tardito – che ha visto la sua formazione nell’ambito del recupero di edifici storico artistici e della progettazione di strutture ricettive in Italia e all’estero – è stato incaricato dalla proprietà di sviluppare un progetto di restyling tale da conferire carattere e personalità alla struttura, valorizzando al massimo il grande patrimonio architettonico a disposizione. L’Arch. Stefano Tardito ha intrapreso un percorso conoscitivo iniziale volto ad analizzare le particolari morfologie degli ambienti in grotta e dei loro usi, sino ai costumi ed alle tradizioni locali stanziandosi poi direttamente in sito per seguire costantemente l’intero processo di riqualificazione e trasformazione. Analizzando quindi i diversi interventi che erano stati eseguiti negli anni è stato effettuato un processo di scomposizione: una sorta di sottrazione di tutto ciò che pareva estraneo per mettere a nudo le forme originali. Ciò ha permesso di osservare che l’elemento architettonico su cui focalizzare la filosofia del progetto sarebbe stato la tipologia di pavimentazione.

”…in origine le grotte non avevano pavimento, era terriccio…” poi gli interventi successivi hanno introdotto rivestimenti di vario genere le quali, a causa dell’elevata irregolarità degli ambienti, non solo non hanno dato risultati estetici apprezzabili ma hanno in un certo senso annullato la straordinarietà degli spazi. Si è quindi deciso di utilizzare un sistema di pavimentazione che si comportasse essenzialmente come un unico “manto”, senza giunti, capace di “assecondare” le forme degli ambienti scavati nella roccia calcarea. Questa soluzione è stata resa possibile dalla collaborazione con la ditta Primat di Biella con la quale è stata sviluppata una tipologia di pavimento a base di calce naturale ed aggregati selezionati in granulometria ridotta e tonalità avorio che – a maturazione avvenuta – è stato levigato con carta abrasiva e rifinito con pittura antigraffio impermeabile (così da garantire resistenza meccanica, facilità di pulizia e manutenzione, igienicità). Proprio la levigatura eseguita a mano ha permesso di “evitare la perfezione” e, mettendo in luce gli aggregati, di ottenere un effetto estetico – cromatico di straordinaria armonia con il contesto e di grande suggestione. Ciò ha permesso di assecondare completamente le forme e la morfologia degli spazi creando una base neutra capace di armonizzarsi con la natura primordiale degli spazi.

Analizzando poi gli ambienti definiti “Casa grotta” si è potuto notare come alcuni arredi (panche, sedute, mangiatoie) era comunemente realizzate scavando e modellando la roccia. Pertanto l’intuizione progettuale è sconfinata con l’ideazione di letti, scale, sedute realizzati completamente in tufo, sagomati e levigati a mano e interamente rivestiti con il medesimo materiale impiegato per le pavimentazioni, quasi ad immaginare forme capaci di emergere naturalmente dal pavimento stesso. Le notevoli altezze degli spazi hanno inoltre suggerito l’impiego di morbide zanzariere quasi a voler dissolvere verso l’alto la plasticità di queste forme. Il percorso progettuale sviluppato dall’Arch. Stefano Tardito è stato guidato inoltre da un processo di riduzione generale, volto a depurare gli spazi soprattutto dagli elementi tecnologici in disarmonia con questi ambienti dalla storia millenaria. Per cui i televisori sono stati inseriti in nicchie occultate alla vista, così come le altre dotazioni standard delle camere (frigobar, cassette di sicurezza, griglie di ventilazione) sono state inserite nei pochi arredi realizzati su misura con l’aiuto di artigiani locali. La cromaticità degli spazi in cui il colore dominante del tufo si fonde nel bianco avorio del pavimento si esalta con gli acuti degli arredi dalla tonalità testa di moro, realizzati con forme essenziali in masselli di abete e trattati con cere naturali. Questo ritmo cromatico è stato sapientemente miscelato attraverso una sistema di illuminazione a microled inseriti nel pavimento, quasi a rievocare la luce fioca delle candele un tempo utilizzate quale unico sistema di illuminazione delle grotte. Il risultato è quello di un emozionante gioco di penombre, di sobria eleganza capace di sedurre l’ospite regalando un sensazione di grande armonia con questi ambienti assolutamente fuori da ogni schema.

Infine si è voluto integrare gli ambienti dedicati alla cura del corpo con le camere stesse attraverso l’utilizzo di grandi pareti di cristallo bronzato capaci di restituire la reale compenetrazioni tra gli spazi che nel corso degli anni erano stati interclusi con tamponamenti e murature. Grandi vasche sono state inserite dove un tempo vi erano le cisterne di raccolta delle acque a servizio dei locali, sempre con lo spirito di ripristinare – seppur per scopi differenti – la vera natura di questi spazi. Gli ambienti invece che appartengono ai locali cosiddetti “palaziati” (cioè non ricavati entro grotte) hanno visto un approccio progettuale più convenzionale anche se contraddistinto dalla medesima essenzialità, ricercando soluzioni capaci di enfatizzare le volumetrie più chiare e leggibili. Analogamente per gli ambienti in grotta si è voluto ricercare un’immagine unitaria della superficie pavimentata ma utilizzando una tipologia a base resinosa, con tonalità bianca leggermente nuvolata nei toni del grigio perla, che grazie ad una finitura leggermente lucida suggerisce una sensazione di preziosa eleganza. Il bianco delle pareti trattate con intonaco, vasche a centro stanza in corian di Antonio Lupi ed i pochi arredi dalle linee essenziali e contemporanee disegnano ambienti riposanti dove potersi godere le suggestive vedute nella propria intimità.

Il Ristorante Regia Corte ha visto un intervento che essenzialmente ha modificato lo spazio cucina, per portare a vista degli ospiti le fasi di preparazione dei piatti, delimitando uno spazio con grandi cristalli grigio fumé a tutta altezza. Qui gli spazi sono volutamente stati interpretati con uno spirito di rinnovata eleganza: i bagni realizzati completamente con cristalli laccati neri che intersecano le forme ondulate della roccia, il pavimento in pietra di Trani levigato e lucidato, le sedute ed i tavoli completamente vestiti ed i pochi complementi sempre nei toni del nero e dell’argento contribuiscono a creare un ambiente sobrio e chic. Accanto al ristorante, entro una serie di grotte digradanti, è stato ricavato il nuovo Lounge Terrace, punto di riferimento della struttura dove concedersi, con semplicità e in buona compagnia, piacevoli momenti di relax disponendo anche della meravigliosa terrazza antistante l’ingresso. Questi nuovi locali sono stati interpretati con la stessa filosofia degli ambienti in grotta e sono stati collegati direttamente al ristorante attraverso la realizzazione di una scenografica scala di collegamento. La rampa rettilinea dalle forme pure ed essenziali sembra sospesa all’interno del varco completamente scavato nella roccia, grazie al sistema di illuminazione a led sottostante. La stessa essenzialità è stata impiegata per disegnare il banco bar interamente rivestito in lastre di pietra locale con finitura picconata e posate su piani sfalsati interrotti solamente da una mensola in legno che sbalza da un lato a formare un grande piano di appoggio. Il tutto è infine integrato da un sistema di illuminazione a led disposti intorno al perimetro basale così da suggerirne una sorta di sospensione. Morbide sedute e pouf in tessuto insieme ad una serie di grandi sedute ricavate da vecchie mangiatoie garantiscono il comfort agli ospiti che possono ritagliarsi il loro intimo angolo di relax. Scelte consapevoli ed interventi pacati che grazie al sapiente lavoro degli artigiani locali hanno saputo donare a questi ambienti un eleganza slow per un nuovo stile di ospitalità eco chic e al di fuori di ogni schema convenzionale.


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Articolo Archimade
Fonte
Articolo su DHD di Giulia Marcucci
Fonte
The selected of international latest interial design
Fonte
Articolo
Fonte
Eco wellness resort
Fonte
Articolo da Code, Architecture & Design di Francesca Cantieri
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

Dimensioni opera: 1.200,00 mq


BIBLIOGRAFIA

. Progetti di Giovani Architetti Italiani 3. Torino: U.T.E.T. - lineaGiArch, 2012.

Marcucci, Giulia. Giardino di pietra. In: DHD - Design Hotel Diffusion. 2010, n. Dicembre 2010, . ISSN 1824-3746.

Cantieri, Francesca. Reborn hospitality (History Telling). In: CODE, Architecture & Design. Editrice Mida, 2011, n. 14, .

. Tufo e design nel cuore dei Sassi. In: Bell’Italia. Giorgio Mondadori, 2010, n. 292, .

. Dalla Grotta all'Hotel. In: Archimade. Gruppo Made, 2010, n. 03, .

. 100% under 40 – giovani progettisti in rassegna. In: Costruire. Gruppo RCS, 2010, n. 331, .

. S.Angelo Luxury Resort. In: Suite. Editrice Bema, 2010, n. 151/2010, .

. Evasioni in grotta. In: Marcopolo. Editrice SITCOM, 2010, n. 9, .

. Il Resort trova spazio nei Sassi. In: Progettare. Editrice Fiera Milano, 2011, n. 01, .

. Top Architetti Under 36. In: Il Sole24ORE. 2012, n. 23-01, .

. Giro d’Italia dell’Architettura, 13. Basilicata. In: Ottagono. Editrice Compositori, 2012, n. 248, .

. Sette rifugi in riva al mare o nel deserto. In: Io Donna - Corriere della Sera. Corriere della Sera, 2012, n. 26/05, .