Sant’Angelo Luxury Resort
Stefano Tardito Architetto
Piazza San Pietro Caveoso, Matera, MT, Italia, 2010-2011

In Basilicata, al centro di un altopiano carsico spaccato da doline profonde, Matera e i suoi Sassi danno vita ad antichissime abitazioni ammassate ed essenziali, scolpite nel tufo color delle gravine.
Case, grotte, scale, cortili; così prende forma il nuovo S. Angelo Luxury Resort, all’interno dello scenario drammaticamente pittoresco dei Sassi di Matera.
Si tratta di un intervento di restauro conservativo dell’ex Hotel Agnelli realizzato dall’architetto Stefano Tardito, con l’intento di realizzare un “albergo diffuso”. Proprio come la filosofia di tali strutture ricettive, il progetto reinterpreta con grande sensibilità i valori storici, morfologici e culturali dell’antico borgo scavato nella calcanerite, sviluppandosi e confondendosi in vari vani disseminati tra i Sassi.
Una struttura di 1000 mq, quindi, che si sviluppa in orizzontale e che collega e annette case contadine, stalle e grotte, trasformandole in 23 lussuose eco-suite (19 ristrutturate e 4 realizzate ex novo), un centro benessere Spa, una Lounge terrace, un ristorante, una sala meeting e un centro bio-gastronomico, in cui lusso, comfort e eco-benessere diventano il mezzo per recuperare il passato.
Il progetto si articola attorno ad un corpo centrale che si sviluppa lungo il borgo tra “ambienti in grotta” e “ambienti palaziati” e termina nelle due grandi arcate della terrazza del ristorante da cui si può godere una suggestiva vista su Piazza S. Pietro Caveoso.
Ciò che si evince fin da subito è l’intento di non voler creare un semplice struttura alberghiera ma di voler intervenire su una scala micro-urbana per una diversa e contemporanea concezione di valorizzazione dell’antico borgo materano.
L’approccio progettuale e l’intervento restaurativo, infatti, afferma l’architetto, sono ispirati dall’ascolto del luogo, della sua storia e delle sue trasformazioni. Così Tardito tenta di purificare e sottrarre tutte le stratificazioni sedimentate nel corso del tempo per riportare alla luce non tanto l’aspetto originario dell’ambiente in grotta, quanto il suo spirito. In tal senso l’elemento che acquista maggiore forza è sicuramente la pavimentazione; volta ad evocare l’antico terriccio dei Sassi, viene utilizzata la Laterite, un misto di argilla espansa ed inerti, color grigio perla, capace di comportarsi come un unico manto senza giunti così da assecondare le superfici irregolari del piano di calpestio. Il pavimento, inoltre, viene levigato a mano per enfatizzare quel senso di imperfezione e imprecisione propri di quel contesto naturale.
Gli stessi elementi tecnologici quali televisori, frigo bar, sensori vengono sapientemente occultati nelle cavità naturali delle rocce; l’arredamento interno – letti, comodini e sedie – un tempo ricavato scavando le pareti delle grotte, è stato realizzato in tufo e poi ricoperto dallo stesso materiale del pavimento in modo da sembrare una continuazione dello stesso. Un ambiente quindi, che ripropone i medesimi profili frastagliati dei sassi fatti di escrescenze, bozzi e rigonfiamenti nevrotici.
Questo suggestivo rapporto tra antichità e modernità in cui il tufo nella sua matericità e colorazione fa da protagonista, viene enfatizzato da un attento studio illuminotecnico fatto da impercettibili microled nascosti che generano una luce fioca e puntuale, quasi a richiamare le piccole lanterne che un tempo accendevano quei luoghi.
Recupero del passato ma con uno sguardo contemporaneo; non a caso lo stile minimal ed elegante dai toni del bianco e del grigio perla porta negli antichi spazi un design modernissimo. Nel ristorante, in contrasto con l’avorio di fondo, cristalli grigio fumé a tutta altezza enfatizzano la cucina che, proprio come le ultime tendenze, è a vista e si apre verso la grande sala. Nelle camere, invece, tra lampade Artemide e letti dalle linee essenziali, grandi cristalli, questa volta bronzati, sostituiscono i vecchi tramezzi in muratura e diventano filtri di separazione della bathroom area finemente arredata. Contemporanea è anche la concezione dell’ambiente bagno, poiché la vasca diventa parte integrante della camera, ed è interpretata come una continuazione della testata del letto in modo da rendere più suggestivo il rito del bagno stesso.
La cura del dettaglio e l’alta qualità dei materiali e negli oggetti di arredo è percepibile anche nella sala convegni con modernissime sedute e nella lounge terrace in cui una scenografica scala a rampa unica, che, grazie ad un gioco di luci ed ombre, sembra sospesa all’interno di un varco scavato nella roccia.
Altro aspetto fondamentale del progetto è sicuramente la concezione ecowellness che interessa sia gli ambienti pubblici sia le suites che diventano delle vere e proprie eco-rooms volte alla salute psicofisica dell’ospite. Tutti gli arredi e le finiture, infatti, sono ecologici e realizzati con legni certificati privi di sostanze tossiche e nocive; le lavorazioni prediligono giunzioni ad incastro in modo da ridurre l’uso di collanti chimici e le finiture superficiali sono costituite da impregnanti a base di cere, oli di agrumi e pigmenti naturali. I tessuti Impiegati sono naturali e anallergici e l’impianto elettrico prevede un numero ridottissimo di prese, poste il più lontano possibile dai letti, in modo da ridurre al minimo la propagazione elettromagnetica.
Con una precisa filosofia, Stefano Tardito ha realizzato un’opera capace di rievocare identità e cultura e di diventare in poco tempo un vero e proprio polo per la città di Matera: non solo un centro benessere ma luogo di incontro e di ricreazione per e la mente e per il corpo.


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Articolo Archimade
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Articolo su DHD di Giulia Marcucci
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The selected of international latest interial design
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Articolo
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Eco wellness resort
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Articolo da Code, Architecture & Design di Francesca Cantieri
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ALTRE INFORMAZIONI

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza.” Primo Levi

Con il passare degli anni la città continua a suscitare stupori e ad emergere per il suo paesaggio, a detta di tanti, incantato. Matera, dichiarata dal 1993 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è stata definita unica al mondo per la sua configurazione ed i suoi paesaggi così contrastanti fra loro. E’ la città delle Caverne, dei Villaggi Trincerati, delle Case contadine scavate nella roccia, delle Chiese Rupestri affrescate, delle grandi Chiese Romanico – Pugliesi e Barocche e degli importanti Palazzotti nobiliari. E’ la città che ricorda geologicamente l’antica Gerusalemme e la Cappadocia.

"In origine le grotte non avevano pavimento, era terriccio, poi gli interventi successivi hanno introdotto rivestimenti di vario genere i quali, a causa dell’elevata irregolarità degli ambienti, non solo non hanno dato risultati estetici apprezzabili ma hanno in un certo senso annullato la straordinarietà degli spazi." Stefano Tardito

Dimensioni opera: 1.200,00 mq


BIBLIOGRAFIA

. Progetti di Giovani Architetti Italiani 3. Torino: U.T.E.T. - lineaGiArch, 2012.

Marcucci, Giulia. Giardino di pietra. In: DHD - Design Hotel Diffusion. 2010, n. Dicembre 2010, . ISSN 1824-3746.

Cantieri, Francesca. Reborn hospitality (History Telling). In: CODE, Architecture & Design. Editrice Mida, 2011, n. 14, .

. Tufo e design nel cuore dei Sassi. In: Bell’Italia. Giorgio Mondadori, 2010, n. 292, .

. Dalla Grotta all'Hotel. In: Archimade. Gruppo Made, 2010, n. 03, .

. 100% under 40 – giovani progettisti in rassegna. In: Costruire. Gruppo RCS, 2010, n. 331, .

. S.Angelo Luxury Resort. In: Suite. Editrice Bema, 2010, n. 151/2010, .

. Evasioni in grotta. In: Marcopolo. Editrice SITCOM, 2010, n. 9, .

. Il Resort trova spazio nei Sassi. In: Progettare. Editrice Fiera Milano, 2011, n. 01, .

. Top Architetti Under 36. In: Il Sole24ORE. 2012, n. 23-01, .

. Giro d’Italia dell’Architettura, 13. Basilicata. In: Ottagono. Editrice Compositori, 2012, n. 248, .

. Sette rifugi in riva al mare o nel deserto. In: Io Donna - Corriere della Sera. Corriere della Sera, 2012, n. 26/05, .