Scuola di Matematica
Gio Ponti
Piazzale della Minerva, roma, 1932-1935

La scuola di matematica di Gio Ponti è uno degli edifici costruiti nell’ ambito dell’intervento della nuova Città Universitaria di Roma, voluta dal governo fascista nel 1932, perché divenisse “la sede del principale centro studi del Mediterraneo”, ed inaugurata il 31 ottobre 1935. La direzione dei lavori dell’intero intervento fu affidata a Marcello Piacentini che si occupò anche dell’assetto urbanistico, della progettazione del rettorato e diede indicazioni precise riguardo la scelta stilistica degli edifici, che doveva rifarsi, nei principi, alla monumentalità della tradizione classica.

Ponti, per la Scuola di Matematica, sceglie una soluzione planimetrica in tre volumi distinti che compongono la pianta a ferro di cavallo: nella parte anteriore un edificio rettangolare accoglie la Scuola di Matematica pura, la biblioteca e le sale dei professori; da questo partono due ali curve, più basse, che ospitano le aule di disegno e si richiudono sul volume più alto del complesso, che contiene le quattro aule a gradoni, di cui due da 250 posti (al piano terra) e due da 434 posti (al primo e al secondo piano), tutte segnalate da ampie finestrature. All’interno troviamo un’ampia corte lastricata in pietra, oggi in gran parte occupata da scale di sicurezza. Lo stabile è servito da tre corpi scala: uno, a due rampe, serve l’edificio centrale; gli altri due, simmetrici tra loro, servono le ali curve laterali. Le strutture delle scale sono di cemento armato, rivestite da due qualità di marmo: quello nero Italia e quello bianco di Carrara. La facciata principale, rivestita con lastre quadrate di travertino, è caratterizzata da una grande vetrata centrale rettangolare incassata nella parete e da finestre disposte su due file simmetriche, quattro per lato. Inoltre è coronata da un fregio realizzato con un cornicione massiccio traforato. Diversamente dal prospetto principale, la facciata che dà sul cortile interno è in litoceramica ed il resto dell’edificio è rivestito da intonaco, un tempo più chiaro rispetto ad oggi. Le coperture dei quattro corpi di fabbrica sono piane e praticabili solo in parte poiché quella del corpo anteriore è interrotta da un lucernario in vetrocemento che illumina la biblioteca, ambiente simbolo dello stabile, le cui pareti interamente rivestite da libri, sono percorse da più livelli di ballatoi, attraverso una struttura che fu progettata con la collaborazione dell’ing. Zadra.


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DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Per l’essenzialità delle sue forme e i dettagli delle sue bucature, ritenuti sofisticati ed innovativi, la Scuola di Matematica di Gio Ponti, è per molti l’edificio più interessante del complesso universitario. L’architetto infatti, conferì originalità al complesso realizzando un progetto giocato sulla forma delle bucature e la loro interazione con la luce naturale.


BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011. Roma: Laterza, 2012.

DAL FALCO, Federica. Stili del razionalismo: anatomia di quattordici opere di architettura. Roma: Gangemi, 2002.

ARDITI, Gloria, Cesare SERRATTO. Giò Ponti: venti cristalli di architettura. Venezia: Il cardo, 1994.