Scuola elementare del Carmine
Sandro D'Alessandro, Giuseppe Zammerini
Str. del Salamaro, 3, 01100 Viterbo VT, Italia, 1987-1989

La scuola elementare del Carmine si trova nella Strada del Salamaro a Viterbo, ed è opera degli architetti Sandro D’Alessandro e Giuseppe Zammerini. È stata costruita alla fine degli anni ’80 a completamento del piano di zona 167 del quartiere Carmine – Piano Scarano.

La semplice articolazione volumetrica della struttura trova una sua immediata giustificazione funzionale: il grande spazio distributivo longitudinale, caratterizzato da una sequenza di ambienti multiuso (tra cui un piccolo anfiteatro), serve le aule al piano terra, dedicate ai bambini più piccoli. Ognuna di queste aule è provvista di un ampio spazio verde e di un portico per le attività all’aperto, mentre le classi al piano superiore sono destinate agli studenti del 2° ciclo.

La struttura portante, che contrassegna plasticamente l’intero complesso, è costituita da una serie di telai paralleli in cemento armato faccia-vista con interasse di 7,20 metri. Le estremità di questi telai strutturali sono inclinate di circa 35° rispetto alla verticale, per consentire un ampio irraggiamento del fronte Sud e generare, per contrasto, un piccolo portico lungo il fronte opposto. Il rivestimento in lamiera grecata della facciata rivolta a Sud compromette bruscamente la permeabilità visiva tra la scuola ed il contesto.

Se con il passare del tempo il convincente disegno planimetrico del quartiere Carmine non ha trovato un altrettanto riuscito sviluppo volumetrico dei suoi edifici, per la scuola di Zammerini – D’Alessandro è possibile affermare il contrario; l’interessante volumetria dell’edificio è stata doppiamente svilita dall’evoluzione della struttura urbana.

Il primo elemento di degrado è dovuto alla crescita disomogenea delle attrezzature di quartiere, piccole e scarsamente relazionate tra loro. Ma la vicenda che ha inciso più drammaticamente sulle sorti del complesso scolastico, è stata la sola realizzazione degli spazi minimi necessari per lo svolgimento delle attività didattiche. La mancata costruzione di alcune importanti attrezzature destinate non solo alla scuola, ma all’intero quartiere (una palestra coperta e una piscina scoperta di 25 ml), ha compromesso in maniera definitiva l’importanza strategica della struttura per la comunità locale, e ha sfigurato brutalmente il fronte Ovest, lungo il quale incombono ancora le nude armature metalliche.

Dal punto di vista formale il prospetto principale ad Est, senza dubbio il più compiuto e l’unico fedele al progetto originario, si caratterizza per gli evidenti rimandi post-corbusiani di matrice nostrana, in particolare alcune architetture di Leonardo Savioli e il Villaggio Matteotti di Giancarlo De Carlo. Questo fronte è connotato sia dal trattamento brutalista dei rivestimenti, e soprattutto dalla forte presenza scenica degli elementi di risalita, che divengono veri e propri corpi autonomi: una lunga rampa pedonale en plein air e un’eccentrica “torre-ascensore”.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

Zammerini, R.. Scuola elementare a Viterbo. In: AV. Viterbo: 1988, n. , .

AA.VV. L'evoluzione della struttura urbana e le architetture In: Viterbo. Politica, economia, cultura, sport 1945 - 1992. D.E.U.I., 1993, .