Scuola in via Nino Bixio
Augusto Antonelli
Via Nino Bixio, 85, Roma, RM, Italia, 1924-1927

CONTESTO, TIPO INSEDIATIVO E TIPO EDILIZIO

L’area su cui sorge la scuola fa parte dei terreni che fino alla fine dell’800 erano occupati da vigne e ville patrizie e che, quando Roma divenne capitale, furono occupati per la costruzione dell’Esquilino. Il nuovo Rione XV, nato all’interno delle Mura ritagliando anche parte del Rione I, è un quartiere a grandi isolati con edifici pluripiano che comprendeva anche l’edificazione delle scuole come questa che rientra nel secondo periodo di costruzione del quartiere.

La scuola sorge in una porzione del lotto di forma trapezoidale generato dall’intersezione tra le strade radiali che partono da piazza Vittorio Emanuele II, con quelle ortogonali, via Cairoli e via Nino Bixio. L’edificio scolastico, progettato dall’arch. Antonelli – autore anche della scuola al rione Testaccio – è formato da un corpo a C allineato sui due fronti stradali di via Conte Verde e via Nino Bixio, con gli ingressi su quest’ultima dalla quale, tramite due porticati, si accede ad un’ampia corte interna.

La forma aperta dell’edificio verso via Nino Bixio ipotizzata nel primo progetto viene variata con l’inserimento, al posto della fontana, del corpo basso della palestra, aggiunta durante il progetto esecutivo, che chiude il fronte modificando in parte l’impianto edilizio. La scuola fu progettata seguendo i canoni scolastici del momento: aule rettangolari con tripla finestra, ampi locali igienici agli angoli, ariosi corridoi orientati in modo da dare alle aule l’esposizione migliore. La divisione dell’edificio segue l’asse di simmetria nelle due sezioni maschile e femminile.

 

DESCRIZIONE E CONSISTENZA EDILIZIA

L’edificio è costituito da 3 piani fuori terra, un piano seminterrato e un ultimo piano con tre soli ambienti

coperti e terrazze, originariamente pensate per la scuola all’aperto. L’impianto planimetrico è basato sulla successione lineare delle aule lungo ampi corridoi, di m 3,30 di larghezza, orientati verso la corte interna o verso l’esterno per lasciare alle aule l’esposizione migliore. Le aule hanno dimensioni dettate dagli standard dell’epoca, e una altezza di m 4,75. La corte si trova ad una quota più alta rispetto al livello stradale e il dislivello viene superato da due scalinate che conducono ai porticati d’ingresso. L’esterno è caratterizzato dalla ritmica ripetizione delle bucature, declinate in diverso modo a formare un organismo semplice nell’impianto ma arricchito volumetricamente dall’aggetto di alcune parti come i corpi scala e, figurativamente, dall’accurato disegno di alcuni particolari, come i portici d’ingresso, attraverso cui l’organismo edilizio acquista qualità. La bicromia che caratterizza parte dell’edificio è dovuta ad interventi recenti.

 

LE QUALITA’ ARCHITETTONICHE, URBANE, AMBIENTALI

La specificità dell’impianto architettonico data dall’articolazione volumetrica e dall’apparato decorativo conferiscono alla scuola una elevata qualità, mettendone in evidenza la funzione rappresentativa. Un edificio con una sobria monumentalità generato dall’aggregazione di corpi di fabbrica che si affacciano su un grande spazio aperto dal quale si ha la percezione dell’intero complesso. Nelle facciate l’uso delle modanature e di diverse campiture rompono l’uniformità delle linee creando un equilibrio tra ripetizione ed eccezione del partito architettonico. Gli aggetti del corpo di fabbrica evidenziano i punti di passaggio dell’edificio, che in questo modo viene percepito come l’aggregazione di più unità a formare un unico complesso architettonico. Al prevalente andamento orizzontale dei prospetti, sottolineato

dalla fasce marcapiano e dalla regolare ripetizione delle finestre con scarne modanature, fanno da contrappunto, aggettanti rispetto al piano di facciata, i corpi scala, caratterizzati da una accentuazione verticale. I corpi scala angolari sono aperti verso i corridoi attraverso una serie di archi.

L’interno è dotato di una qualità spaziale generata dalle grandi dimensioni degli ambienti, corridoi di m 3,30 di larghezza e m 4,70 di altezza, illuminati da grandi e numerose finestre. Il corpo della palestra, ben posizionato rispetto al complesso, consente un’utilizzazione anche extrascolastica, come gli ampi e bei locali del teatro.


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
scuola in via Nino Bixio (scheda di Valeria Lupo)
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

Strutture verticali: muratura mista. I muri perimetrali e il muro di spina che divide le aule dal corridoio sono dello spessore di cm 60. Le pareti esterne presentano numerose bucature; la tripla finestra rende il muro discontinuo assimilabile a una struttura di pilastri delle misure di circa cm 60 x cm 100.
Scale: i gradini sono in marmo e le ringhiere originali in ferro battuto con semplici disegni a torciglione e corrimano in legno.
Coperture: in parte piane e in parte a falda con coppi e embrici.
Finiture esterne: l’edificio si presenta intonacato. L’uso della bicromia mette in evidenza le modanature che compongono il disegno di facciata.


BIBLIOGRAFIA

Girardi, Franco, Gianfranco Spagnesi, Federico Gorio. l 'Esquilino e la Piazza Vittorio, una struttura urbana dell'Ottocento. Roma: Editalia, 1974.

Vannelli, Valter. Economia dell’Architettura in Roma Fascista. Roma: Kappa, 1981.

Sanfilippo, Mario (a cura di). La costruzione di una capitale. Roma 1870-1911. Milano: Silvana editoriale, 1992.