Sede della Swiss Re
Foster & Partners
30 St Mary Axe, Londra, Regno Unito, 1997-2004

L’edificio è situato in 30 St Mary Axe, nel cuore della City londinese, in un’area occupata in precedenza da un edificio storico.

La torre realizzata da Norman Foster ospita la sede della Swiss Re Insurance Company, società assicurativa svizzera. Con i suoi 41 piani e 180 metri di altezza è il primo grattacielo realizzato all’interno della City, andando così a modificare lo skyline della città londinese sia per l’altezza dell’edificio che per la sua forma ovoidale, motivo per il quale il grattacielo viene comunemente soprannominato “the gherkin”, il cetriolo.

La torre alta 180 metri si presenta con una pianta circolare, che si amplia nel suo diametro verso la metà dell’edificio e che si rastrema verso la sommità. Questa particolare tipologia risponde alle specifiche richieste dell’area, permette di ridurre la superficie riflettente, migliora la trasparenza e aumenta la penetrazione della luce solare durante il giorno.

L’edificio promuove anche l’integrazione della vita urbana con la costruzione di nuovi negozi, bar e spazi ristorativi. Gli angoli del lotto sono aperti al pubblico e comprendono una piazza con panchine di cemento e altri elementi di arredo urbano mentre un piccolo torrente, attraversato da passerelle, circonda l’edificio. Particolarmente importante anche lo studio della mobilità sostenibile: si è deciso di realizzare un unico parcheggio per limitare l’uso delle auto in una zona abbondantemente servita dai mezzi di trasporto pubblico, mentre sono presenti tre parcheggi per biciclette.

 


VIDEO

DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Swiss Re's Building, London
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Swiss Re by Norman Foster
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ALTRE INFORMAZIONI

Area: 64 469 m²
Altezza: 180 m
Capienza: 4000 persone

VENTILAZIONE NATURALE
La ventilazione naturale avviene lungo cavedi luminosi, ciascuno di sei piani, che avvolgono l'edificio. La loro forma è stata calibrata in relazione al modo in cui il vento colpisce l'edificio. La pressione non varia particolarmente salendo o scendendo nell'edificio, ma si modifica in maniera significativa se ci si muove lungo il perimetro dei piani, poiché si generano zone a pressione diversa che spingono l'aria attraverso i cavedi con un'intensità superiore di quella che si avrebbe in un edificio a torre.
La forma circolare, sviluppata attraverso studi di fluidodinamica computazionale e test nella galleria del vento, presenta notevoli vantaggi ambientali poiché permette al vento di lambirla diversamente da quanto avverrebbe in una forma rettangolare: non si creano pressioni in basso. Infatti la forma aerodinamica consente all'aria di circolare attorno all'edificio invece di essere convogliata verso il suolo, riducendo così le spinte del vento a livello del marciapiede e del piano stradale e maggior sicurezza statica alla base dell'edificio. Tale forma convoglia i venti, di pressione relativamente alta nella zona di Londra, permettendone l'utilizzo nell'intercapedine. L'intercapedine funziona in questo modo da regolatore delle temperature, abbassandole in estate e incrementandole in inverno, consentendo un ampio comfort nelle zone perimetrali dell'edificio.
Per quanto riguarda il comfort interno, è stata progettata una doppia facciata, che permette di far circolare l'aria piano per piano, con il risultato di ottenere un sistema ampiamente decentralizzato. I pannelli nell'area destinata agli uffici sono costituiti da doppi vetri nella superficie esterna e singoli in quella interna, e configurano un sistema a sandwich con una cavità centrale che agisce come una buffer zone con il riciclo dell'aria. L'aria entra nell'edificio attraverso una piccola doppia apertura in facciata e viene immessa in un fan coil che la distribuisce nel piano, fluisce sotto il pavimento sopraelevato e quindi viene incanalata nell'intercapedine tra gli oscuranti e la parete degli uffici. L'aria esausta serve per far defluire quella calda che si accumula nell'intercapedine, impedendole di diffondersi negli uffici. Si crea in tal modo uno strato isolante intorno alla facciata.

VENTILAZIONE MECCANICA
Gli impianti di ventilazione meccanica sono decentralizzati in un edificio adiacente di sei piani, ubicato in 20 Bury Street. In questo modo, il fabbisogno energetico decresce notevolmente rispetto a un impianto centralizzato. La presenza di un sistema di ventilazione naturale basato sul ricircolo dell´aria interna, permette di ridurre i consumi energetici degli impianti di ventilazione del 40% e le emissioni di CO2 del 50%.  

IL SOLEGGIAMENTO
L'edificio minimizza l'utilizzo della luce artificiale grazie alle ampie superfici vetrate. Le simulazioni prevedono una drastica riduzione dei consumi globali, circa del 40 %, rispetto a un edificio realizzato con tecnologie tradizionali. La sostenibilità del grattacielo è realizzata oltre che dal doppio involucro anche dalla rotazione dei piani.  
La forma ovoidale rastremata risponde alle specifiche richieste dell'area, permettendo di ridurre la superficie riflettente, migliorando la trasparenza e aumentando la penetrazione della luce solare durante il giorno. I piani dell'edificio sono ruotati uno sull'altro di 5 gradi e sono sezionati in modo tale da creare dei tagli in diagonale per incrementare la quantità di luce naturale all'interno degli uffici. La forma conica aerodinamica e le facciate ventilate con pozzi di luce che salgono a spirale lungo la costruzione, ottimizzano l'illuminazione naturale e riducono il consumo energetico dell'edificio.
Tra lo scheletro portante in acciaio e il vetro sono interposti sofisticati dispositivi di controllo dell'irraggiamento solare (detti solar-control blinds). La protezione solare è basata sul sistema di gestione delle facciate dinamiche (GDF) sviluppato da Somfy che, reagendo in tempo reale alle variazioni climatiche esterne, consente di gestire gli scambi ambientali in modo intelligente ed economico. Le lamelle motorizzate e automatizzate sono regolate da sensori che rilevano le condizioni climatiche esterne. Questo sistema, oltre a garantire il comfort visivo e termico e la personalizzazione delle condizioni ambientali in ciascun ufficio, ottimizza anche l'efficienza energetica dell'edificio. La scelta di protezioni solari automatizzate ha contribuito a minimizzare i consumi energetici per riscaldamento e climatizzazione e a ridurre l'investimento negli impianti termici che, per gestire i picchi di temperatura, non necessitano di essere sovradimensionati. In ogni piano sono presenti dei light-wells che, nell'intento di migliorare le relazioni sociali tra i colleghi, sono adibiti a zone di sosta, atri o giardini. La presenza di spazi illuminati naturalmente crea una connessione visiva tra i diversi piani e limita l'uso della luce artificiale.

ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE
L'impianto di illuminazione artificiale è costituito da lampade a efficienza energetica e da sensori di rilevazione delle presenze, che spengono automaticamente gli apparecchi quando non sono necessari. Gli impianti elettrici sono basati su un sistema BUS che gestisce gli impianti e regola l'apertura e la chiusura delle lamelle e delle tende.


BIBLIOGRAFIA

POWELL, Kenneth. 30 St Mary Axe: a tower of London.. London: Merrell Publishers Ltd, 2006, ISBN 9781858943220.

LEONI, Giovanni. Norman Foster.. Milano: Motta architettura, 2008, ISBN 9788861160187.