Stazioni della linea B della Metropolitana (Pietralata, Monti Tiburtini, Quintiliani, S. Maria del Soccorso, Ponte Mammolo, Rebibbia e Magliana, Laurentina)
Studio Transit
Garbatella, Roma, RM, Italia, 1980-1998

Il progetto, che vede la partecipazione dello studio Transit in quanto ideatore degli organismi architettonici, è stato un notevole intervento sul piano infrastrutturale che ha visto la configurazione degli spazi  e degli ambiti d’accesso relativi ad alcune delle stazioni lungo la linea metropolitana B di Roma.

L’opera, i cui lavori hanno avuto inizio a metà degli anni ’80 e che ha visto il suo compimento nel 1998, partendo dal presupposto di qualificare il panorama di un’area extra-urbana di scarso valore, si è rivelata un intervento necessario per alcune delle periferie romane.

Oltre che dal punto di vista infrastrutturale, il progetto ha avuto un grande impatto per molti dei quartieri più decentrati della Capitale. Dove è stato possibile le stazioni cercano di svolgere  il ruolo di centri di aggregazione, si articolano come dei complessi-piazza raccogliendo differenti percorrenze da molteplici parti della città che poi vengono inoltrate, attraverso i nuovi organismi d’accesso, ad un livello inferiore.

Si tratta di otto stazioni sul prolungamento della linea B della metropolitana lungo la tratta Termini – Rebibbia la cui ideazione ha impegnato il Comune di Roma per molti anni, basti pensare che il progetto preliminare sull’estensione dell’infrastruttura fu presentato durante gli anni settanta da Giulio Carlo Argan, a quell’epoca sindaco di Roma, impegnando successivamente lo Studio Transit per più di 15 anni per l’effettiva realizzazione degli accessi nei punti previsti.

Al momento dell’ideazione del progetto delle nuove stazioni, quali: Pietralata, Monti Tiburtini, Quintiliani, S.Maria del Soccorso, Ponte Mammolo, Rebibbia e Magliana, non si è  potuto non tener conto della notevole affluenza che avrebbe interessato i nuovi centri urbani, data la diretta connessione con la stazione Termini, punto nevralgico e principale snodo metropolitano tra la linea blu e la linea rossa della metro di  Roma.  Si tratta di grandi spazi sotterranei che cercano di relazionarsi con l’ambiente esterno mediante degli ampi ambiti all’aperto che si propongono come zone verdi o come occasioni di connessione urbana verso il circostante tessuto cittadino. Ciò che accomuna e che caratterizza l’intero progetto è l’attenzione verso i flussi pedonali e carrabili caratterizzanti del luogo,  proponendosi spesso come soluzione a problemi di carattere urbano precedenti alla realizzazione dei diversi organismi.

Alcune delle otto stazioni, erano già state previste e pensate, alcune addirittura già esistenti ma mal funzionanti a causa di progetti poco soddisfacenti se considerati ad una scala urbana. La nuova stazione Garbatella ad esempio è stata realizzata in sostituzione di un vecchio accesso alla metro inaugurato nel 1955  che, poco distante dall’attuale, si apriva su piazza Giancarlo Vallauri, mentre quello inaugurato nel 1990 si affaccia su via Giacinto Pullino, alle spalle degli ex mercati generali di Roma.

Con questo progetto a grande scala l’attività dello studio si è dunque concentrata su temi che hanno toccato argomenti molto significativi della città contemporanea, come ad esempio l’indagine sulla difficile relazione tra grandi opere infrastrutturali e il tessuto urbano preesistente.

Questa serie di interventi quindi vengono proposti come un tentativo di connessione tra la vita della città e quella dei cittadini che ogni giorno si ritrovano a dover usufruire del grande apparato infrastrutturale Metropolitano e che, diventando parte integrante delle dinamiche urbane, pretende l’ideazione di progetti che soddisfino gli utenti e la città sia sulla grande sia sulla piccola scala.

 


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

SITOGRAFIA