Torre Velasca
Ernesto Nathan Rogers y Enrico Peresutti (B.B.P.R)
Piazza Velasca, 3/5, 20122 Milano, Milano, Italia, 1956-1958

Progettata tra il 1950 e il 1951 dallo Studio BBPR, su incarico della società Rice, la torre Velasca è un grattacielo situato a Milano che per il suo interesse storico-artistico è diventata un bene sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza ai beni culturali.

La prima soluzione ha posto un volume unico secondo le esperienze americane contemporanee e, sin dai primi schizzi, sono state insinuate alcune caratteristiche molto chiare: la forte verticalità, l’impostazione orizzontale e il trattamento del tetto come elemento autonomo. La sagoma della torre è stata modificata immediatamente per adottare una forma a “fungo”, mentre la fascia intermedia è stata progressivamente persa per massimizzare il cantilever della parte più alta, rinforzando il restringimento verticale per mezzo di pilastri in cemento, sporgenti dall’aereo di facciata, per guadagnare spazio negli interni e maggiore flessibilità nella distribuzione degli spazi. Il piano terra è stato trattato come un corpo autonomo in uscita.

La soluzione finale rafforza la struttura della facciata verticale, organizzandola a due livelli: il principale ordine uscente che governa l’edificio in tutta la sua altezza e che consente di superare il cantilever della parte superiore fino a raggiungere il tetto, e un altro secondario di piccoli pilastri di rinforzo che sostiene le finestre e il rivestimento della facciata. I pilastri hanno una sezione trilobata decrescente che rafforza la qualità della plastica della facciata.

L’edificio ha 28 piani, due dei quali nel seminterrato. I primi due sono per attività commerciali ed espositive, i piani dal 2 ° al 17 ° hanno una combinazione di uffici e case, il 18 ° piano è occupato dalle strutture e dagli appartamenti di servizio, e gli ultimi (dal 19 al 25) sono destinati a appartamenti di lusso, sviluppandosi in una planimetria più ampia rispetto ai piani sottostanti conferendo alla Torre la caratteristica forma a “fungo”, accentuata dai numerosi raggi obliqui. Questi ultimi supportano l’espansione esterna dei piani superiori, ma sono stati l’oggetto dell’ironia dei milanesi che hanno dato all’edificio il soprannome di “grattacielo di leghe” o “grattacieli con bretelle”.
Le grandi nervature esterne sono inclinate e biforcate agli angoli per sostenere il volume superiore, mostrando la struttura in cemento armato.

Nella fase preliminare, a un’azienda di New York è stato chiesto di specializzarsi nella valutazione economica dei progetti architettonici, stabilendo che, data la situazione tecnologica dell’industria siderurgica italiana, il progetto sarebbe stato irraggiungibile.

Il profilo della torre è la conseguenza di un lungo studio che ha origine nella ricerca di risposte funzionali alla restrizione in cui si trova, situato nel piccolo quadrato con lo stesso nome, ma libero di espandersi verticalmente; In tutto ciò, il Velasca voleva essere un moderno appuntamento della Torre del Filarete presente nel Castello Sforzesco.


DISEGNI / ELABORATI

MODELLI CAD
Modelli 3D Torre velasca DWG
j.medi

BIBLIOGRAFIA

Fiori, Leonardo, Massimo Prizzon (a cura di). La Torre Velasca: disegni e progetto della Torre Velasca. Abitare Segesta, 1982.

Agnoldomenico, Pica. In: Architettura moderna in Milano. Guida, 1964, 19, .


SITOGRAFIA