Uffici Turner
Labics
Via del Commercio, Roma, RM, Italia, 2002-2004

La nuova sede per l’agenzia di comunicazione italiana Italpromo & Libardi associati è situata a sud-ovest di Roma, a pochi metri dal Gazometro nel quartiere Ostiense. Si tratta di una delle poche zone a stampo industriale della capitale che negli ultimi anni sta affrontando un’importante trasformazione urbana, architettonica e sociale.

Il fabbricato, degli anni ’40, che in precedenza ospitava una scuola disposta su quattro piani, è stato totalmente ristrutturato e, pur essendo molto innovativo, si inserisce bene nel contesto grazie all’ accurato lavoro di riqualificazione svolto dallo studio Labics. La scelta progettuale è stata infatti quella di mantenere intatto l’involucro esterno in modo da conservarne il suo carattere unico, ormai parte integrante del tessuto del quartiere. All’ interno però l’edificio è stato completamente svuotato e riprogettato rispettando le nuove esigenze e la nuova idea di lavoro caratterizzata dall’ utilizzo di diverse tipologie di ambienti: spazi per concentrarsi, spazi per comunicare, spazi per condividere.

La particolarità dell’ edificio sta nella suddivisione della struttura in tre fasce longitudinali. La prima, concepita come zona di transizione tra esterno ed interno, è caratterizzata da un “vuoto” a tutta altezza attraversato da scale in ferro, ponti e gallerie, delineandosi quindi come uno spazio semi-urbano riservato alla sfera sociale e paesaggistica. È proprio da questo patio interno, contraddistinto da una luce zenitale, che si sviluppano i percorsi per accedere alle altre due fasce. La seconda ospita le aree di lavoro individuali e le sale riunioni configurandosi come un insieme di volumi chiusi che però, attraverso le pareti vetrate, continuano a mantenere un dialogo con l’esterno. L’ultima fascia invece è quella dedicata all’area dei lavori di gruppo caratterizzata dalla presenza di open space e spazi per la socializzazione. I suggestivi percorsi interni terminano in un terrazzo destinato alle pause lavorative.

Il concetto di “apertura”, oltre che dalla suddivisione degli spazi, è dato dalla scelta dei materiali. L’interno non presenta infatti pareti opache ed è possibile raggiungere con lo sguardo qualsiasi postazione di lavoro; l’assenza di diaframmi e superfici piene permette inoltre un’ottima diffusione della luce. Le sale riunioni sono parzialmente schermate da lastre di metacrilato verde. La distribuzione (scale, ponti e ballatoi) è realizzata con sottili nastri di acciaio zincato sospesi attraverso dei tiranti verticali ancorati alla copertura; per i parapetti sono state usate lastre di polimetilmetacrilato. La scelta di questo materiale rispetto al vetro è dovuta alla maggiore leggerezza e trasparenza e al minor coefficiente di riflessione che favorisce la diffusione della luce.

L’ottima riuscita di questo progetto è dovuta anche alle molteplici migliorie apportate all’esterno come ad esempio la rimozione delle persiane, la colorazione bianca delle pareti e le chiusure in metacrilato e acciaio dell’ultimo piano.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Superficie: 1.850 mq

Archi architettura Prize, 2004, Terzo Premio


BIBLIOGRAFIA