Ufficio postale di Ostia Lido
Angiolo Mazzoni
Corso Duca di Genova, 00121 Lido di Ostia RM, Italia, -1934

L’ufficio postale di Ostia Lido fu realizzato durante il periodo fascista e si colloca nel tratto finale della via Ostiense. L’intero organismo edilizio ruota su due blocchi principali connessi attraverso un gioco di linee orizzontali curve, predominanti nel primo blocco, che lasciano spazio a quelle verticali man mano che ci si sposta sul secondo blocco. L’edificio esposto a Sud si affaccia sul Piazzale delle Poste facendo angolo tra via Ostiense e corso Duca di Genova. Dalla pianta è ben visibile come il corpo principale sia costituito da un portico colonnato che si staglia da una grande scalinata in travertino. Il colonnato, rivestito di elementi in laterizio posti a filari sfalsati, sostiene la corona circolare della grande pensilina, anch’essa rivestita in travertino, che si sviluppa intorno ad una fontana con vasca a cielo aperto. Il portico funge contemporaneamente da filtro e da elemento di distribuzione delle entrate destinate al pubblico. Intorno ad esso si estende l’edificio vero e proprio, comprendente in una prima fascia gli ambienti di accoglienza pubblici e in una seconda fascia, più esterna e delimitata dagli sportelli, gli uffici comprendenti aree attrezzate per il lavoro postale e i servizi per il personale. Da questo primo blocco composto da un unico piano, si protende lateralmente l’ala dell’edificio rivestita esternamente in travertino, che si innalza poi in un secondo piano rivestito invece in laterizio. Un prolungamento della corona circolare della grande pensilina che copre il portico assicura un’unità morfologica alla composizione. La parete poggiata su di un’enfatica testata chiude l’elemento orizzontale. La testata rivestita di laterizio svetta invece in altezza richiamando alla verticalità attraverso i tre fasci stilizzati rivestiti questa volta in travertino. L’elemento verticale accoglie al suo interno un corpo scala e un alloggio destinato al ricevitore con entrata indipendente e laterale al prospetto principale. Una grande vetrata a tutta altezza, in vetro-cemento, ripropone la verticalità dei tre fasci stilizzati anteriori.

All’interno dell’ufficio, pareti pavimenti e soffitti sono tutti rivestiti in ceramica nei colori verde chiaro, verde scuro, grigio e azzurro. L’interno dell’abitazione del custode è tinteggiata in arancione “Arsonia”. Le porte le finestre e tutti gli accessori sono in rame e anticorodal.

La struttura è prevalentemente in conglomerato cementizio armato, rivestito di mattoni in laterizio, messi in opera a faccia a vista, alternati a lastre di travertino. Il portico, esposto a Sud con vasca a cielo aperto, produce un gioco di pieni e di vuoti, di luci e di ombre che destò l’interesse dello stesso Marinetti, il quale era solito visitare l’opera nei diversi momenti della giornata proprio per ammirare gli effetti di luce che questa produceva. La fontana collocata al centro della vasca é opera dell’ artista, scultore e vetraio Napoleone Martinuzzi (1892-1977). Realizzata in rame sbalzato, rappresenta due muse che sorreggono sopra il capo due calici d’acqua. Il rivestimento della vasca è di mattoni di vetro azzurro di Murano, per la prima volta utilizzato come materiale nell’edilizia.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

Costruito nei primi anni 30 del Novecento, rientra fra gli edifici del piano urbanistico e propagandistico del regime. La sua posizione centrale nell’insediamento cittadino di Ostia e il diretto collegamento con Roma grazie all’antistante via Ostiense, favoriscono il giusto funzionamento della destinazione d’uso ma fanno dell’edificio stesso anche un punto di riferimento per l’espansione urbanistica del nucleo cittadino, nonché un simbolo forte della presenza e del controllo del regime nella città di Ostia; presenza e controllo che proprio in quegli anni il regime fascista mostrava di avere in tutta Italia grazie alle numerose inaugurazioni di edifici pubblici cui dal 1932 in poi Mussolini presiede in tutte le città della penisola.
Angiolo Mazzoni del Grande (1894-1979) riveste un importante ruolo nel panorama delle architetture di questo periodo: ingegnere capo delle Ferrovie dello Stato, attuò numerosi interventi in tale ambito nelle maggiori città italiane: Firenze, Messina, Milano, Roma nonché numerosi edifici pubblici, tra i quali spiccano gli edifici postali di Grosseto, Sabaudia, Latina, Palermo, Trento e Ostia.
Architetto di stile e correnti eterogenee, concepisce in quest’aera una delle sue prime opere di carattere futurista. Proprio in quegli anni, infatti, lo stesso architetto insieme al Marinetti compose e pubblicò: “Il manifesto futurista sull’architettura aerea” entrando così a far parte della direzione della rivista di critica architettonica "Futurismo-Sant’Elia".


BIBLIOGRAFIA

ROSSI, Piero Ostilio. Roma. Guida all'€™architettura moderna 1909-2011. Bari: Editori Laterza, 2012, ISBN 9788842099178.

MURATORE, Giorgio, Massimiliano VITTORI. Angiolo Mazzoni (1894-1979). Architetto futurista in Agro Pontino. Latina: Novecento, 2000, ISBN 9788896243060.