Vara Pavilion
Mauricio Pezo, Sofía von Ellrichshausen
Giardini della Biennale, Calle Giazzo, 30122 Venezia VE, 28/05/2016-27/11/2016

Gli architetti cileni Mauricio Pezo e Sofía von Ellrichshausen progettano il padiglione “Vara” per la 15a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia curata da Alejandro Aravena, il cui tema è il rapporto tra architettura e società contemporanea con particolare attenzione ai progetti e alle esperienze sviluppate dall’architettura in contesti di “frontiera”. L’auspicio di Aravena è che l’architettura offra “un nuovo punto di vista” dando spazio a chi è stato capace di guardare oltre senza rimanere con i piedi appoggiati al suolo.

All’interno della cornice naturale dei Giardini della Biennale, i progettisti, ispirati dal tema della Mostra, realizzano il padiglione come un labirinto di recinti: “una serie di esterni posti all’interno di altri esterni”.

Il visitatore prova diverse esperienze sensoriali – giochi di luci, scorci visivi, immersione nella natura – che lo inducono a rapportarsi con la percezione soggettiva della dimensione dello spazio in cui si trova.

Questo insieme di recinti si può intendere come una complessa rete di spazi all’aperto che si rivelano, però, chiusi e che cercano di espandere la nozione di domesticità e spazio pubblico.

Il padiglione occupa una superficie di 324 metri quadrati: è composto da 10 volumi circolari di dimensione differente che si intersecano tra loro con una ripetizione apparentemente casuale. Per la definizione del raggio delle circonferenze, Pezo e von Ellrichshausen hanno adottato il Vara, un’antica unità di misura impiegata per tracciare e misurare le città coloniali in America Latina e da cui l’istallazione prende il nome.

La conformazione spaziale che ne risulta è varia e si presta a diverse interpretazioni: dall’archetipo di pianta tradizionale con diverse aperture all’idea geometrica di disposizione di singoli elementi; dall’insieme di recinti che inducono l’uomo a indagare sul luogo in cui si trova, se esterno o interno, all’idea di stanza. “Una massa svuotata, corrosa dalla sua stessa monotona ripetizione, dalla sua molteplicità, da un senso di austera irrazionalità”.

Nonostante l’uso di forme geometriche comuni, Pezo e von Ellrichshausen credono che sia possibile trovare una chiave di lettura sempre nuova poiché il padiglione Vara configura un luogo capace di diventare “qualcosa di più di ciò che sembra essere”.

L’intera opera è costituita da una grande struttura in acciaio il cui linguaggio espressivo è affidato all’intonaco in gesso, caratterizzato dalle striature del segno lasciato degli strumenti utilizzati per applicarlo, color verde acqua. La tonalità del colore è stata scelta in continuità con l’ambiente naturale circostante.

Il padiglione può essere inteso come il prosieguo di un progetto precedente dello stesso gruppo, Infinite Motive Project, di cui è stato presentato un modello plastico presso la galleria d’arte contemporanea ČeskéBudějovice nella Repubblica Ceca. In questo progetto la sperimentazione ha prodotto diverse configurazioni, progettando una mega struttura a 100 cerchi, con la ripetizione di circonferenze di diverse dimensioni. Lo scopo, in questo caso, era indagare la ripetitività vincolata ad un singolo elemento: un cerchio.


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ALTRE INFORMAZIONI

Studio Pezo von Ellrichshausen

http://pezo.cl/?p=1835&sm=3#1835


BIBLIOGRAFIA

. BIENNALE ARCHITETTURA DI VENEZIA 2016 - REPORTING FROM THE FRONT 15° MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA. Marsilio, 2016.