Villa a Sutri
Luigi Franciosini, Antonino Saggio
Via delle Colombe, 01015 Sutri, VT, Italia, 1987-1987

L’edificio unisce nel suo sviluppo longitudinale i due limiti naturali della proprietà: la strada di accesso e una forra in cui scorre un torrente. Questo volume chiaro, netto e compatto, che misura 33 per 10 metri è ruotato di circa 30 gradi rispetto all’ ortogonalità dei limiti dell’area. Ciò consente di orientare l’edificio verso Sud e di poter osservare il paesaggio del centro antico della cittadina di Sutri.

La linearità e compattezza dell’edificio ha permesso di occupare il minor spazio possibile dell’area di progetto, favorendo la conservazione di quasi tutto il noccioleto presente al momento dell’acquisto del terreno.

Ad un primo e superficiale sguardo, la solidità del volume potrebbe far pensare ad un  progetto indifferente rispetto al paesaggio circostante, appartenente ad una dimensione “altra”, metafisica. Ma guardando oltre l’unità geometrica suggerita dalla continuità della copertura, scorgiamo tutta una serie di scavi e sottrazioni che relazionano direttamente gli interni con il paesaggio di Sutri: l’ampia vetrata della zona giorno, la trasparenza della scala che porta al pianoterra, la scala esterna che, con il suo segno sintetico, in contrapposizione alla direzione principale dell’edificio, simboleggia una forte tensione verso l’esterno. La villa è abitata da una famiglia composta da genitori e due figli, con una parte destinata ad ambulatorio medico.

“Dalla via d’accesso si accede al terreno della villa attraverso una struttura laterizia che sostiene un cancello carrabile e uno pedonale. Tre cipressi creano una linea di  collegamento visivo tra il cancello e la casa e delimitano uno spazio pavimentato di mediazione” ( Metamorfosi, 1990).

L’interno si sviluppa a livello distributivo in una serie di sequenze spaziali che definiscono altrettante zone funzionali; dalla zona d’ingresso si accede allo studio medico, cui segue la zona giorno con i tre ambienti del pranzo, del soggiorno e del camino disposti intorno ad un patio. Al termine della sequenza si colloca la scala curvilinea, interamente realizzata in vetrocemento, che collega il piano superiore a quello inferiore, dove è previsto un appartamento indipendente per i figli della coppia. L’edificio, infatti, seguendo l’andamento digradante del terreno, si sviluppa su due livelli, quello principale, a livello della strada, e l’altro ai margini della forra.


DISEGNI / ELABORATI

BIBLIOGRAFIA

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SITOGRAFIA