Villa Cavazza
Giuliana Genta, Adalberto Libera, Silvano Panzarasa
Via Marocco, 5, Roma, RM, Italia, 1961-1964

Costruita per l’ingegnere Cavazza che Libera incontrò in occasione dell’incarico per l’INA casa, la villa, quasi una fortezza, è situata su un colle a cui si accede percorrendo due vie dall’andamento sinuoso. E’ costituita da due unità abitative indipendenti, ognuna con un patio: uno circolare che appartiene all’appartamento sul lato est e uno rettangolare, di dimensioni inferiori, per l’appartamento sul lato ovest.

L’entrata al livello inferiore è disegnata come una soglia oltre la quale si accede a una grande apertura circolare. Da questa, tramite scale, si supera mezzo piano dal quale parte la scala elicoidale che percorre tutti i livelli della casa. La grande apertura circolare del patio centrale gioca in pianta, insieme alle due scale in curva, fino all’affaccio sul giardino, anch’esso rotondo, situato nella parte opposta della villa, e crea una successione movimentata di vortici che percorre in lunghezza tutto l’edificio.

Al piano sotterraneo trovano sede i garage, le cantine e gli spazi per il lavoro, le zone caldaia e i guardaroba. Al piano terra, percorsa la prima rampa della scala, si incontrano le stanze da letto e quella per il “giuoco e lavoro”, poi la zona con l’office, il pranzo e il soggiorno, che si trovano in prossimità del patio interno. Al secondo piano, cui si arriva salendo ancora le scale in curva, si trovano gli ampi spazi delle soffitte.

La simmetria generale della villa rispetto all’asse centrale si riflette nella simmetria complessiva della pianta di ciascun appartamento. In uno degli schizzi di studi si trova indicato l’angolo di apertura dei muri rispetto all’asse centrale della villa: 73 gradi, angolo legato alla sezione aurea. (et)

 


DISEGNI / ELABORATI

APPROFONDIMENTI
Guida alle architetture romane di Adalberto Libera. scheda di Emma Tagliacollo
Fonte

ALTRE INFORMAZIONI

La casa si integra con lo spazio naturale circostante anche attraverso i materiali non industriali utilizzati nella fabbrica: il tufo per l'alto zoccolo e i muretti di contenimento; i mattoni e i coppi di recupero da un casale del '700, per i prospetti e la copertura;il legno per il sotto del tetto.


BIBLIOGRAFIA

Capolino, Patrizia, Emma Tagliacollo, con Leda Diodovic. Giuliana Genta. La mia vita da architetto. Roma: Prospettive edizioni, 2008, ISBN 978-88-89400-23-4.

Libera, Adalberto. Una casa di Libera: una opinione sull'architettura. Prefazione a cura di Gio Ponti. In: Stile. 1941, n. 9, .

Tagliacollo, Emma. Villa Cavazza In: Guida alle architetture romane di Adalberto Libera. a cura di Gaia Remiddi, Antonella Greco. Palombi, 2003, p. Il moderno attraverso Roma, 2, ISBN 88-7621-401-1. p. 19-21; scheda c 27..