Villino via dei Monti Parioli
Luigi Piccinnato, Silvio Radiconcini, Bruno Zevi
Via dei Monti Parioli,15, 00197 Roma, Italia, 1947-1948

Nel 1947 gli architetti L. Piccinato, S. Radiconcini e B. Zevi progettano un edificio residenziale in Via dei Monti Parioli, su un terreno caratterizzato dalla visione panoramica sulla valle del Tevere, in un’area punteggiata dalla tipologia del villino.
Il progetto per il villino nasce dalla convinzione degli autori di liberare l’abitazione dalle consuetudini consolidate dall’edificato circostante, proponendo una strutturazione per “ville” sovrapposte. Ogni alloggio è infatti concepito attorno alle esigenze del singolo nucleo familiare rifiutando la ripetizione del piano-tipo standardizzato.
L’indipendenza dei singoli piani si manifesta nel prospetto che volge verso la valle del Tevere dove la variazione degli spazi interni determina un’articolazione dei volumi e dei piani che compongono la facciata arricchendone il carattere figurativo e sottolineando lo stretto legame tra immagine esterna e articolazione interna.
Elemento di spicco nei prospetti sono i grandi balconi tali da concedere viste panoramiche e garantire massima illuminazione in inverno e massima ombra in estate. Esternamente le parti verticali di muratura sono tinteggiate di grigio chiaro mentre quelle orizzontali in bianco e, in giallo-ocra, la pensilina di copertura.
Il fabbricato è composto da un piano interrato adibito a cantine e locali di servizio; il piano terra che ospita l’alloggio del custode, i garage, dei locali comuni e un appartamento con giardino privato; tre piani adibiti ad alloggi privati.
Gli interni sono caratterizzati dalla percezione di una spazialità unitaria rivolta verso l’esterno.
Il volume del corpo scala e la cabina armadio individuano una fascia che separa l’essenziale zona notte da una importante zona giorno, differentemente articolate nei vari piani, ma dallo stesso carattere unitario. La presenza di pareti vetrate e pannelli scorrevoli comporta il superamento della stanza tradizionalmente concepita come scatola muraria conferendo allo spazio l’unitarietà e fluidità di un unico ambiente articolato in zone d’uso. Le importanti superfici esterne e grandi aperture connotano lo spazio con una forte presenza di luce naturale e sottolineano lo stretto legame tra interno e esterno dichiarando la portata gerarchica di tale relazione nella totalità del progetto.
La struttura portante è in c.a. con tamponature esterne a cassetta in mattoni forati e camera d’aria.

Lo stato attuale risulta alterato dalla chiusura delle superfici esterne dell’ultimo piano e l’inserimento di un volume per l’ascensore.


DISEGNI / ELABORATI

ALTRE INFORMAZIONI

fondazioni: plinti in c.a. e travi di collegamento
struttura: struttura portante in c.a. su maglia di 1,3 m con pannelli di mattoni pieni e forati
scale: struttura con trave a ginocchio in c.a. rivestita in marmo di carrara
rivestimenti esterni: intonaco tinteggiato con partizioni verticali di colore grigio ed orizzontali di colore bianco e pensilina di colore giallo


BIBLIOGRAFIA

Rossi, Piero Ostilio. Roma guida all'architettura moderna 1909-2011. IV Edizione Roma: Editori Laterza, 2012, ISBN 978884209917.

Passeri, Alfredo . Palazzine romane. Valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione. Aracne editrice, 2013.

DE SESSA, Cesare. Luigi Piccinato Architetto. Bari: Edizioni Dedalo, 1993, ISBN 9788822033710.